Le ragadi anali

La ragade anale è una piccola ferita, simile a quelle che insorgono nella plica labiale dopo la febbre o nel capezzolo durante l’allattamento.

In considerazione della sede e della contaminazione fecale non guarisce facilmente. Nelle fasi iniziali può provocare fastidi come prurito o modesto sanguinamento. Quando invece la malattia è in fase più avanzata, il dolore ed il sanguinamento (con anemia, talora anche grave) si fanno sempre più intensi, specialmente dopo la defecazione che è abitualmente accompagnata dalla sensazione dolorosissima (come di una lametta che tagli) e andare di corpo può diventare un vero incubo.

RAGADE CRONICA INVETERATA

Alcune volte la ragade, quando è divenuta cronica, può dare scarsa sintomatologia dolorosa alla quale ci si abitua ma può provocare un lento e continuo stillicidio ematico non sempre evidente ma grave per l’anemia che gradualmente induce.

Ricordo un episodio eclatante.

Anni fa, visitai una giovane signora: si trascinava sorretta, respirava a fatica, tremava ed era pallida come un lenzuolo. L’esame del sangue urgente evidenziò una anemia gravissima: le erano rimasti meno di un milione di globuli rossi invece degli abituali più di quattro milioni: perdeva sangue occulto da una piccola ragade cronica con cui conviveva da anni. Spesso chi ne è affetto cerca di rimandare la evacuazione peggiorando così le cose, poiché le feci divengono ancora più dure e l’atto diviene ancora più doloroso.

In molti casi, misure terapeutiche adeguate sotto continuo controllo dello specialista, possono ottenerne la guarigione completa senza che sia necessaria la terapia chirurgica. Negli altri casi, specie nelle ragadi croniche, l’intervento chirurgico è quasi sempre indispensabile; spesso è eseguibile anche in regime di Day hospital.

La terapia della ragade anale è delicata e deve essere quindi gestita da un chirurgo colon-proctologo esperto che spesso si avvale sia di terapia medica che nuovi accorgimenti specifici che possono essere risolutivi e portare a guarigione, eliminando il dolore e, come dicevamo, senza la necessità di un intervento chirurgico.

È comunque fondamentale uno studio meticoloso con Rmn pelvica e/o ecografia trans-rettale.

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